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In Italia, il Dottor Stefano Montanari e sua moglie la Dottoressa Antonietta Gatti - scopritori delle nano-particelle - si battono da anni contro la costruzione degli inceneritori. Con loro un folto gruppo di medici, scienziati e ricercatori internazionali si batte contro questi impianti considerati sorpassati da quasi tutti gli altri Paesi del mondo.
Oggi la scelta di differenziare i rifiuti sembra essere una novità. Eppure basta vedere un filmato dell'Istituto Luce del 1939 dove si parlava già di raccolta differenziata. Il titolo del filmato è fortemente evocativo: "Nulla si distrugge". Questo fa pensare alla frase attribuita ad Anassagora di Clazomene, filosofo greco del V secolo a.C. :<<Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma>>.
Questo pensiero fu ripreso da Antoine Lavoisier, considerato il padre della chimica moderna, che nel 1775 formulò la legge della conservazione della massa, ovverosia: la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante. Il nostro "sistema chiuso" è il pianeta Terra. Bruciare rifiuti, quindi, equivale a trasformarli in elementi ancora più tossici e pericolosi, in grado di generare gravi malattie.
A metà degli anni Novanta, il laboratorio di Biomateriali dell'Università di Modena, fondato e diretto dalla Dottoressa Gatti, si trovò ad investigare sul perché un filtro cavale si fosse rotto all'interno della vena cava di un paziente. L'analisi fu di facile soluzione, ma portò ad una strana scoperta. Sulla superficie del filtro cavale analizzato si riscontravano tracce di metalli che non appartenevano né alla lega di cui il filtro era costituito né all'organismo del paziente. A quel tempo non fu possibile spiegare il ritrovamento.
Nel frattempo, spinti dalla curiosità per un ritrovamento così insolito, la Dottoressa Gatti e il Dottor Montanari avevamo cominciato a controllare le biopsie di pazienti affetti da malattie criptogeniche, cioè malattie alle quali la medicina attuale non sa attribuire un'origine. Il primo passo fu quello di cercare altri casi di granulomatosi criptogeniche. Il risultato della ricerca fu che in tutti i casi osservati erano presenti particolati inorganici, e quei particolati non potevano essere di origine biologica, dato che gli elementi che li componevano non appartengono ad alcuna forma di vita.

Ne consegue che questi detriti dovevano provenire da una fonte esterna, penetrata con molte probabilità attraverso una delle porte naturali del corpo umano, vale a dire l'apparato respiratorio o l'apparato digerente. Era la scoperta delle micro- e nano- particelle: corpi estranei di dimensioni infinitamente ridotte, visibili solamente con un sofisticato microscopio.
Un nome di spicco della Ricerca è stato Lorenzo Tomatis, il grande oncologo italiano di fama mondiale, scomparso il 21 Settembre 2007 all'età di 78 anni, che resterà una figura di riferimento per tutti gli studiosi e ricercatori. Nell'ultima parte della sua vita rivolse la sua attenzione verso i rischi sanitari di origine ambientale. Su alcuni temi, come ad esempio gli inceneritori, il Professor Tomatis assunse posizioni inequivocabili. Infatti, nell'Aprile del 2007, a proposito degli inceneritori pronunciò la frase perentoria: <<Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale>>. Fino al momento della sua scomparsa, Lorenzo Tomatis fu anche il Presidente del Consiglio Scientifico ISDE (International Society of Doctors for the Environment), presente anche come Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia che riunisce nomi importanti della Ricerca e si batte tenacemente contro la costruzione degli inceneritori.
Gli studi sulle nano-potologie si occupano appunto di studiare le malattie causate delle nano-particelle: è una scienza che sta aprendo un mondo a sé all'interno della Medicina. Le scoperte sono importantissime e sarebbero ancor più fruttuose se i rappresentanti del mondo politico decidessero di sedersi attorno a un tavolo, in un serio dibattito pubblico, con i medici contrari agli inceneritori. Purtroppo i medici e i ricercatori non ottengono risposta e quest'attesa di un dialogo concreto continua ancora.
 La lotta contro gli inceneritori - e a favore di modi alternativi di gestione dei materiali di scarto - è molto dura. La Dottoressa Patrizia Gentilini è una figura molto importante nell'ambito della Ricerca internazionale, il suo apporto è stato determinante negli studi sulle nano-particelle. Oncologa e portavoce per l'Emilia Romagna del Coordinamento Nazionale dei Medici per l'Ambiente e la Salute, nelle sue interviste chiama gli inceneritori senza mezzi termini "fabbriche di veleni". In riferimento alle possibili alternative ed al processo virtuoso che queste innescano, anche in ambito occupazionale, ha scritto che

"Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell' Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione".
Il monito degli scienziati che si battono contro gli inceneritori riguarda anche la durata delle nano-particelle: infatti, una volta prodotte, le nano-particelle non si smaltiscono ma rimangono nell'aria per sempre. Ecco perché l'allarme internazionale lanciato dai medici, dagli scienziati e dai ricercatori pone anche l'attenzione sulla durata degli effetti degli inceneritori.
I danni che derivano dalla fusione di materiali di scarto e di sostanze pericolose hanno quindi una lunga gittata. Basti pensare agli effetti provocati dall'attacco alle Torri Gemelle che, purtroppo, non sono terminati con il crollo dei due grattacieli. La fusione di tutto quell'amianto contenuto nei due edifici, e di tanti altri materiali tossici, ha già portato all'insorgenza di 170.000 casi di "malattie sospette" e riconducibili all'introduzione di nano-particelle nell'organismo delle vittime. C'è un'associazione, la F.A.S.E. (Foundation for Advancements in Science and Education), che si occupa di fare luce sul problema e di tutelare i malati a causa delle polveri inalate dopo il crollo delle Torri. Purtroppo è stato registrato un incredibile aumento di tumori a New York, proprio nei pressi di Ground Zero.
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